MotoGP 2017, Van der Mark: “Nessuno può realmente sostituire Valentino Rossi”

Michael Van der Mark sarà colui che sostituirà Valentino Rossi al prossimo Gran Premio di Aragon, in programma domenica 24 settembre. Gli occhi sono, inevitabilmente, tutti puntati sul giovane 24enne olandese che si troverà a guidare per la prima volta in assoluto una moto ufficiale MotoGP.

Van der Mark per qualcuno è un semplice sconosciuto, per altri invece si tratta di un pilota Yamaha che gareggia nel campionato Superbike. Altri ancora lo conoscono per esser stato il vincitore della 8 ore di Suzuka. Al prossimo GP della classe regina il pilota olandese verrà ricordato come il sostituto del nove volte campione del mondo, Valentino Rossi.

In una recente intervista rilasciata al sito ufficiale Sbk, Van der Mark si ritiene pronto per affrontare questa nuova ed indelebile esperienza. Ecco le sue parole:

Sono molto contento, davvero entusiasta, è pazzesco avere la possibilità di guidare la moto di Valentino. Ciò che un po’ mi preoccupa è che non ho fatto alcun test su questa moto, quindi sarà un week end davvero molto impegnativo, ma non vedo l’ora di sfruttare questa grande opportunità che mi hanno dato”.

IN VISTA DEL GP DI ARAGON

Van der Mark già conosce la pista di Aragon ed è un tracciato che gli piace molto e sul quale si ritiene felice di correre. Quale sarà il suo principale obiettivo nel weekend di gara? L’olandese ha così risposto:

A essere onesto non ne ho idea, il team ha detto che non devo avere alcuna pressione, dato che sanno che non l’ho mai provata prima. Farò quello che sarà possibile. Spero di imparare molto e spero di poter dare buoni feedback sulla moto, che potrebbero poi usare nel corso della stagione”.

Al termine dell’intervista Van der Mark ha voluto fare una riflessione relativa alla sostituzione del pesarese. Il 24enne sostiene che non sarà facile in quanto comporterà una grande responsabilità:

Nessuno può realmente sostituire Valentino e non è quello che vuoi che succeda. È uno dei migliori piloti al mondo ed è un peccato che non sia in griglia, ma io ho questa grandiosa opportunità di guidare la sua moto e correre al suo posto”.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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