MotoGP, GP Misano 2017: Qualifiche: pole di Vinales che beffa Dovizioso nel finale

Al Misano World Circuit Marco Simoncelli sono giunte al termine le qualifiche valide per l’attesissimo Gran Premio di San Marino 2017, tredicesima tappa del campionato mondiale di MotoGP che andrà in scena domenica 10 settembre. A conquistare una straordinaria pole position è stato Maverick Vinales, il pilota della Yamaha M1 ha fermato il cronometro su 1’32”439 portandosi in testa alla classifica dei tempi.

Lo spagnolo, ex Suzuki, ha beffato nel finale Andrea Dovizioso (attuale leader della classifica iridata) che ha condotto al sua Ducati GP17 in prima fila accanto a Marc Marquez, protagonista di una scivolata a fine sessione.

Dalla seconda fila partiranno Cal Crutchlow (su Honda Lcr), Jorge Lorenzo (su Ducati Desmosedici) e Johann Zarco (su Yamaha Tech 3). Terza fila per Dani Pedrosa (su Repsol Honda), Danilo Petrucci (Ducati Pramac) e Aleix Espargarò (su Aprilia).

Dalla quarta fila partiranno, invece, Alvaro Bautista, Michele Pirro e Karel Abraham. Giornata di qualifiche da dimenticare per Andrea Iannone, il pilota della Suzuki partirà dall’ultima fila della griglia di partenza. Fino a qui, per il pilota di Vasto ex Ducati Desmosedici, si tratta di una stagione che ancora deve vedere un po’ di luce.

Di seguito la classifica dei tempi che include la griglia di partenza relativa alle qualifiche del Gran Premio di Misano 2017 di MotoGP:

1 25 Maverick Vinales Yamaha Movistar Yamaha Motogp 1:32.439
2 4 Andrea Dovizioso Ducati Ducati Team 1:32.601 0.162
3 93 Marc Marquez Honda Repsol Honda Team 1:32.636 0.197
4 35 Cal Crutchlow Honda Lcr Honda 1:32.768 0.329
5 99 Jorge Lorenzo Ducati Ducati Team 1:32.792 0.353
6 5 Johann Zarco Yamaha Monster Yamaha Tech 3 1:32.885 0.446
7 26 Dani Pedrosa Honda Repsol Honda Team 1:32.992 0.553
8 9 Danilo Petrucci Ducati Octo Pramac Racing 1:32.997 0.558
9 41 Aleix Espargaro Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 1:33.149 0.710
10 19 Alvaro Bautista Ducati Pull&bear Aspar Team 1:33.417 0.978
11 51 Michele Pirro Ducati Ducati Team 1:33.491 1.052
12 17 Karel Abraham Ducati Pull&bear Aspar Team 1:34.374 1.935
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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