MotoGP Misano 2017: Prove Libere 2: super Petrucci al comando, Dovizioso è terzo

Nel primo pomeriggio presso il Misano World Circuit Marco Simoncelli si è conclusa anche la seconda sessione di prove libere, valida per il Gran Premio di San Marino 2017 che si disputerà domenica 10 settembre. A segnare il miglior tempo è stato un ottimo Danilo Petrucci, il pilota di Terni ha portato la sua Ducati del Team Pramac in testa alla classifica fermando il cronometro su 1’33”231.

Ottima prova del ‘Petrux’ che ha battuto per soli 5 millesimi Maverick Vinales, pilota della Yamaha M1 e compagno di scuderia di Valentino Rossi (grande assente in vista della gara a causa di un grave infortunio alla gamba destra). Lo spagnolo, ex Suzuki, ha preceduto il leader del mondiale Andrea Dovizioso in sella alla Ducati Desmosedici.

Quarto crono per Dani Pedrosa, che in sella alla Honda RC213V ha chiuso davanti al connazionale e team-mate Marc Marquez (che ha condotto in vetta le prove libere 1 di giornata), autore di una caduta senza conseguenze alla curva 16.  Il penta campione ha preceduto Cal Crutchlow su Honda Lcr.

Settimo e ottavo crono per le Ducati Desmosedici GP17 di Michele Pirro e Jorge Lorenzo. Completano la Top Ten delle Prove Libere 2: Andrea Iannone su Suzuki e la Honda Marc Vds di Tito Rabat.

Di seguito la classifica completa che include l’ordine di arrivo e i tempi relativi alle Prove Libere 2 valide per il Gran Premio di Misano 2017 di MotoGP:

1 9 Danilo Petrucci Ducati Octo Pramac Racing 1:33.231
2 25 Maverick Vinales Yamaha Movistar Yamaha Motogp 1:33.236 0.005
3 4 Andrea Dovizioso Ducati Ducati Team 1:33.294 0.063
4 26 Dani Pedrosa Honda Repsol Honda Team 1:33.346 0.115
5 93 Marc Marquez Honda Repsol Honda Team 1:33.475 0.244
6 35 Cal Crutchlow Honda Lcr Honda 1:33.545 0.314
7 51 Michele Pirro Ducati Ducati Team 1:33.591 0.360
8 99 Jorge Lorenzo Ducati Ducati Team 1:33.614 0.383
9 29 Andrea Iannone Suzuki Team Suzuki Ecstar 1:33.740 0.509
10 53 Tito Rabat Honda Eg 0,0 Marc Vds 1:33.820 0.589
11 41 Aleix Espargaro Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 1:33.832 0.601
12 5 Johann Zarco Yamaha Monster Yamaha Tech 3 1:33.914 0.683
13 19 Alvaro Bautista Ducati Pull&bear Aspar Team 1:33.937 0.706
14 76 Loris Baz Ducati Reale Avintia Racing 1:34.054 0.823
15 8 Hector Barbera Ducati Reale Avintia Racing 1:34.137 0.906
16 45 Scott Redding Ducati Octo Pramac Racing 1:34.266 1.035
17 94 Jonas Folger Yamaha Monster Yamaha Tech 3 1:34.322 1.091
18 43 Jack Miller Honda Eg 0,0 Marc Vds 1:34.411 1.180
19 44 Pol Espargaro Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 1:34.499 1.268
20 17 Karel Abraham Ducati Pull&bear Aspar Team 1:34.678 1.447
21 38 Bradley Smith Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 1:34.842 1.611
22 22 Sam Lowes Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 1:34.903 1.672
23 42 Alex Rins Suzuki Team Suzuki Ecstar 1:35.052 1.821
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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