Nissan Leaf: dopo mesi di teaser finalmente le foto ufficiali

La nuova Nissan Leaf, la vettura elettrica di punta della casa nipponica, sarà presentata al pubblico al Salone di Francoforte e in Europa sarà in vendita all’inizio del 2018. La vettura è dotata di una batteria agli ioni di litio da 40 kWh, accoppiata ad un motore elettrico che fornisce 147 cavalli, che le permette di percorrere 378 chilometri con una sola carica. Ci vorranno 16 ore per caricare la batteria tramite un impianto da 3kW e 8 ore con un impianto da 6kW. La nuova Leaf, inoltre, supporta una funzione di carica rapida che porta la batteria dallo 0% fino all’80% in soli 40 minuti.

Nuove tecnologie avanzate saranno adottate sulla Leaf tra cui, forse la più importante di tutte, ProPILOT, una tecnologia di guida autonoma su singola corsia. Il sistema può controllare automaticamente la distanza dal veicolo davanti a velocità comprese tra i 19 km/h e i 100 km/h, può anche guidare il veicolo e garantire che rimanga nella sua corsia. Se necessario, il sistema può arrestare la Leaf e un semplice tocco dell’acceleratore riattiverà ProPILOT. All’interno della suite ProPILOT vi è, inoltre, una funzione di parcheggio che utilizza 12 sensori ad ultrasuoni attorno alla vettura per guidare la Leaf durante un parcheggio.

Un’altra intrigante novità è l’e-Pedal. Viene fornito di serie e consente al conducente di accelerare, decelerare e arrestare l’auto usando il solo pedale dell’acceleratore. Nissan sostiene che la configurazione a pedale singolo può essere utilizzata mediamente per più del 90 per cento del tempo. Inoltre, ci saranno altri sistemi di sicurezza avanzata come Lane Departure Assist, la frenata di emergenza intelligente, Blind Spot assist, il riconoscimento dei segnali stradali e l’Intelligent Around View Monitor.

Il design, sia all’esterno che all’interno, è stato modificato drasticamente, per renderla diversa dal vecchio modello introdotto nel 2010. All’esterno il design è più maturo e accattivante, caratterizzato dalla calandra V-Motion di Nissan. All’interno, invece, l’impostazione è più classica rispetto al modello precedente, conferendo alla vettura un aspetto qualitativamente migliore.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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