MotoGP Misano, Marquez: “Proverò ad impormi per la vittoria. Sarà un gran weekend”

Mancano pochi giorni al prossimo weekend di gara del campionato mondiale di MotoGP. Il 13esimo appuntamento della stagione 2017 della classe regina si disputerà presso il Misano World Circuit Marco Simoncelli dove, domenica 10 settembre, andrà in scena l’attesissimo Gran Premio di San Marino e della riviera di Rimini.

Sappiamo benissimo che purtroppo al GP di Misano ci sarà una pesante assenza, ossia quella del beniamino di casa Valentino Rossi, il quale dovrà restare fermo per aver subito un brutto infortunio mentre si allenava su una moto da Enduro. Il nove volte campione del mondo, infatti, ha riportato una frattura scomposta alla tibia e perone della gamba destra. Per lui 30-40 giorni di convalescenza e probabile rientro al Gran Premio del Giappone in programma il 15 ottobre.

MARC MARQUEZ E LA VOGLIA DI TORNARE A VINCERE

Marc Marquez, pilota della Repsol Honda, dopo lo scorso Gran Premio di Silverstone che lo ha visto ritirarsi per un guasto al motore della sua RC213V, sarà impegnato alla riconquista del primato in classifica generale piloti attualmente occupata da un ottimo Andrea Dovizioso su Ducati Desmosedici. Tra lo spagnolo e il pilota di Forlì distano solamente nove punti e il pilota della HRC arriverà a Misano Adriatico con tanta voglia di riscatto e di tornare alla vittoria.

L’ultima vittoria di Marquez in terra adriatica risale al 2015, mettendo a segno una gara spettacolare grazie alla tattica del flag-to-flag. Queste a seguire sono le dichiarazioni rilasciate dal penta campione di Cervera in vista del prossimo Gran Premio di San Marino:

Tenteremo di interpretare un grande fine settimana. La cosa maggiormente importante sarà iniziare con il piede giusto sin dalle prime libere avendo la stessa mentalità che mi ha permesso di essere davanti in campionato. Proverò ad essere il più forte possibile e lottare per il podio. Abbiamo fatto dei test positivi su questa pista in agosto, ci serviranno”.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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