TCR International: Michelisz e Panis escono vittoriosi dal weekend thailandese [GARA 2]

Gara 2

Alla sua seconda apparizione nella serie internazionale del TCR, Aurélien Panis ha portato a casa la sua prima vittoria alla guida della Honda Civic del team Boutsen-Ginion Racing. Una vittoria mai stata in discussione per il giovane francese, che ha preso il comando all’inizio e ha subito conquistato un discreto margine sul pilota italiano Giacomo Altoè, che ha concluso la gara al secondo posto. Un risultato da ricordare per il sedicenne italiano, poiché è riuscito a salire sul podio nel primo weekend di gara alla guida della Honda Civic del team M1RA.


Il campione in carica Stefano Comini, partito al secondo posto, ha perso la posizione in partenza, ma è riuscito a raccogliere un ottimo terzo posto, che mantiene vive le sue possibilità di vincere per la terza volta il titolo piloti. L’ungherese Attila Tassi ha terminato la seconda gara al quarto posto, ancora una volta davanti a Jean-Karl Vernay, quinto. In questo modo Tassi è balzato in testa alla classifica piloti, sebbene con solo due punti di vantaggio sul francese Vernay. Il francese è stato comunque favorito dal ritiro di Michelisz all’ultimo giro, che occupava la quinta posizione a protezione del compagno di squadra e connazionale Tassi. Dusan Borkovic, alla guida della Alfa Romeo Giulietta del team GE Force, ha concluso la gara al sesto posto, seguito da Nash su Seat Leon, Huff su Volkswagen Golf, Homola su Opel Astra e Kusiri su Volkswagen Golf.

Pos. Pilota Costruttore Distacco
01 Aurélien Panis Honda 14 Laps
02 Giacomo Altoè Honda +1.274
03 Stefano Comini Audi +6.120
04 Attila Tassi Honda +7.994
05 Jean-Karl Vernay Volkswagen +9.414
06 Dušan Borkovic Alfa Romeo +12.632
07 James Nash SEAT +13.369
08 Robert Huff Volkswagen +13.861
09 Mat’o Homola Opel +18.084
10 Kantadhee Kusiri Volkswagen +18.830
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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