TCR International: Michelisz e Panis escono vittoriosi dal weekend thailandese [GARA 1]

GARA 1

Lo sfortunatissimo Mat’o Homola, che era in testa alla gara alla guida della Opel Astra, è stato costretto a ritirarsi a causa di una foratura a solo due giri dalla fine. Questa è la seconda gara consecutiva in cui il giovane slovacco ha perso la vittoria nei momenti finali. Infatti, nella seconda gara di Oschersleben è stato sorpassato da Gianni Morbidelli all’ultimo giro. Anche Pepe Oriola, che occupava la seconda piazza, a pochi giri dalla fine ha subito una rottura sulla sua vettura e non ha concluso la gara. Grazie agli inconvenienti dei due piloti sopracitati, Norbert Michelisz, la cui presenza in Thailandia è stata decisa solo qualche giorno prima, ha ereditato con gratitudine la sua prima vittoria nella TCR International Series. L’asso ungherese, chiamato all’ultimo minuto per sostituire Roberto Colciago, ha guidato sempre con un occhio sullo specchietto retrovisore, per controllare che il suo compagno di squadra Attila Tassi fosse davanti a Jean-Karl Vernay. Alla fine Tassi ha concluso in terza posizione, mentre il secondo posto è andato a Dušan Borković su Alfa Romeo, che ha completato una fantastica rimonta dal 13esimo posto. Anche il suo compagno di squadra Davit Kajaia, ha fornito una ottima prestazione, avendo rimontato dal 23° al 8° posto. Jean-Karl Vernay, alla guida della Volkswagen Golf del team Leopard, dopo una lunga battaglia con Tassi conclude al quarto posto, seguito dal compagno di squadra Huff. L’italiano Altoè, per la prima volta alla guida della Honda Civic del team M1RA, ha conquistato il sesto posto, seguito in settima posizione da Stefano Comini su Audi RS3, che ha guadagnato due posizioni rispetto alla partenza. Kajaja su Alfa Romeo Giulietta, Lloyd su Seat Leon e Gianni Morbidelli su Volkswagen Golf chiudono all’ottavo, nono e decimo posto, rispettivamente.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *