Seat Leon Cupra R: la Seat stradale più potente di sempre

Dopo mesi di speculazioni, Seat ha ufficialmente pubblicato le immagini della nuova Leon Cupra R, prima della sua presentazione ufficiale al Salone di Francoforte del 2017

Descritta come “la Seat stradale più potente di sempre”, sarà disponibile in due versioni. La versione dotata di cambio manuale avrà una potenza di circa 310 cavalli, mentre le versione dotata dell’automatico DSG avrà una potenza di 300 cavalli. Entrambe le versioni hanno sei rapporti e sono a trazione anteriore. In realtà, le differenze di potenza tra questa versione R e la Cupra “liscia” non sono affatto impressionanti. Infatti, la versione DSG ha esattamente la stessa potenza di una Cupra normale, mentre la versione manuale ha solo 10 cavalli in più. Le vere differenze sono l‘assetto rivisto negli angoli di camber, le sospensione adattative, l’impianto frenate firmato Brembo e nuovo impianto di scarico.

Esteticamente si distinguerà per alcuni dettagli esclusivi in ​​carbonio, come lo spoiler anteriore e l’alettone posteriore, la presenza delle minigonne e del diffusore posteriore che integra il doppio scarico. Inoltre, ci saranno dettagli in color rame, come gli specchietti laterali, gli stemmi Seat e alcune finiture nelle prese d’aria anteriori. Anche i cerchi saranno specifici e presentano un disegno a stella su cinque razze, sottolineato anche qui da finiture in color rame. I clienti potranno scegliere tra tre colori, Midnight Black, Pyrenees Grey e Matte Gray, quest’ultimo dovrebbe essere rappresentato in foto. Non sono ancora state pubblicate immagini degli interni, ma la casa spagnola, sotto l’egida della tedesca Volkswagen, afferma che il volante e il cambio sono rivestiti in Alcantara e che sono presenti finiture in fibra di carbonio e rame. Il prezzo deve ancora essere annunciato, ma saranno prodotte solo 799 unità della Seat Leon Cupra R.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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