F1, GP d’Italia 2017: vittoria di Hamilton in fuga con Bottas, Vettel sul podio

All’Autodromo Nazionale di Monza si è da poco concluso il Gran Premio d’Italia 2017, scenario del 13esimo appuntamento stagionale del campionato mondiale di Formula 1. Nessuna battaglia tra Mercedes e Ferrari, le Frecce d’Argento erano imprendibili per la loro superiorità.

A tagliare il traguardo per primo è stato l’incontenibile Lewis Hamilton che, a bordo della Mercedes, ha preceduto il compagno di scuderia Valtteri Bottas e la Ferrari di Sebastian Vettel. Il tedesco della rossa di Maranello si è dovuto arrendere alla potenza delle due Mercedes, ma ha disputato comunque un’ottima gara davanti al pubblico di casa riuscendo a salire sul gradino più basso del podio. Con questa vittoria Hamilton si riprende il primato in classifica generale piloti a quota 238 punti, a +3 su Vettel.

Con un ottimo quarto posto chiude la Red Bull di Daniel Ricciardo, il quale dopo esser partito dalla 17esima posizione per penalizzazione, ha effettuato una gara eccellente riuscendo, nel finale di gara, a raggiungere la Ferrari di Vettel e rischiando la lotta per il terzo posto. Quinta piazza per l’altra rossa di Kimi Raikkonen, il quale ha preceduto i due giovani piloti Esteban Ocon su Force India e Lance Stroll su Williams, entrambi autori di una suntuosa gara.

Felipe Massa, Sergio Perez e Max Verstappen, completano la Top Ten d’arrivo del Gran Premio d’Italia. Di seguito la classifica che include l’ordine di arrivo della gara italiana:

1 Lewis Hamilton Mercedes 53 1h15m32.310s
2 Valtteri Bottas Mercedes 53 4.471s
3 Sebastian Vettel Ferrari 53 36.317s
4 Daniel Ricciardo Red Bull/Renault 53 40.335s
5 Kimi Raikkonen Ferrari 53 1m00.082s
6 Esteban Ocon Force India/Mercedes 53 1m11.528s
7 Lance Stroll Williams/Mercedes 53 1m14.156s
8 Felipe Massa Williams/Mercedes 53 1m14.834s
9 Sergio Perez Force India/Mercedes 53 1m15.276s
10 Max Verstappen Red Bull/Renault 52 1 Giro
11 Kevin Magnussen Haas/Ferrari 52 1 Giro
12 Daniil Kvyat Toro Rosso/Renault 52 1 Giro
13 Nico Hulkenberg Renault 52 1 Giro
14 Carlos Sainz Toro Rosso/Renault 52 1 Giro
15 Romain Grosjean Haas/Ferrari 52 1 Giro
16 Pascal Wehrlein Sauber/Ferrari 51 2 Giro
Fernando Alonso McLaren/Honda 50 Ritirato
Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 49 Ritirato
Stoffel Vandoorne McLaren/Honda 33 Ritirato
Jolyon Palmer Renault 29 Ritirato
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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