F1, Gran Premio d’Italia 2017: Qualifiche: pole di Hamilton, Ferrari che delusione

Sul circuito di Monza si sono da poco concluse anche le qualifiche valide per il Gran Premio d’Italia 2017, 13esimo appuntamento stagionale del campionato mondiale di Formula 1. Dopo l’ultima sessione di prove libere, praticamente inconcludenti, a conquistare la pole position sul circuito brianzolo bagnato è stato ancora una volta Lewis Hamilton, per il britannico della Mercedes si tratta della 69esima pole in carriera diventando così l’uomo dei record delle partenze.

Hamilton ha segnato il miglior tempo fermando il cronometro su 1’35”554 ottenuto sotto un’incessante pioggia. In prima fila accanto al poleman partirà un ottimo Lance Stroll , il giovane canadese della Williams. Dalla seconda fila, invece, spazio a Esteban Ocon su Force India accanto a Valtteri Bottas su Mercedes.

Terza fila targata Ferrari con il quinto tempo per Kimi Raikkonen e sesto di Sebastian Vettel, attuale leader del mondiale. Dalla quarta fila partiranno Felipe Massa su Williams accanto a Stoffel Vandoorne su McLaren. Con il nono e decimo tempo completano la Top Ten: Sergio Perez su Force India e Daniil Kvyat su Toro Rosso. Ricordiamo che entrambe le Red Bull hanno subito una penalizzazione e per tal motivo partiranno dalla 14esima e 17esima posizione rispettivamente con Max Verstappen e Daniel Ricciardo. Solo 19esimo partirà Fernando Alonso su McLaren.

Di seguito la classifica completa che include i tempi e la griglia di partenza relativi alle qualifiche del Gran Premio d’Italia 2017:

1 Lewis Hamilton Mercedes 1m35.554s
2 Lance Stroll Williams/Mercedes 1m37.032s 1.478s
3 Esteban Ocon Force India/Mercedes 1m37.719s 2.165s
4 Valtteri Bottas Mercedes 1m37.833s 2.279s
5 Kimi Raikkonen Ferrari 1m37.987s 2.433s
6 Sebastian Vettel Ferrari 1m38.064s 2.510s
7 Felipe Massa Williams/Mercedes 1m38.251s 2.697s
8 Stoffel Vandoorne McLaren/Honda 1m39.157s 3.603s
9 Sergio Perez Force India/Mercedes 1m37.582s 2.028s
10 Daniil Kvyat Toro Rosso/Renault 1m38.245s 2.691s
11 Kevin Magnussen Haas/Ferrari 1m40.489s 4.935s
12 Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 1m41.732s 6.178s
13 Pascal Wehrlein Sauber/Ferrari 1m41.875s 6.321s
14 Max Verstappen Red Bull/Renault 1m36.702s 1.148s
15 Nico Hulkenberg Renault 1m38.059s 2.505s
16 Carlos Sainz Toro Rosso/Renault 1m38.526s 2.972s
17 Daniel Ricciardo Red Bull/Renault 1m36.841s 1.287s
18 Jolyon Palmer Renault 1m40.646s 5.092s
19 Fernando Alonso McLaren/Honda 1m38.202s 2.648s
20 Romain Grosjean Haas/Ferrari 1m43.355s 7.801s
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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