F1, GP d’Italia 2017: Prove Libere 3: protagonista la pioggia, solo sette piloti in pista

Sul circuito di Monza si è conclusa da poco la terza ed ultima sessione di prove libere valide per il Gran Premio d’Italia 2017, nonché 13esimo appuntamento stagionale del campionato mondiale di Formula 1. Purtroppo la vera protagonista è stata la pioggia che si è abbattuta incessante sulla pista e che non ha dato la possibilità di girare.

I piloti, infatti, hanno avuto solamente 16 minuti per testare la pista, nel momento in cui la stessa è stata dichiarata agibile e non molto pericolosa. Tutti i team hanno eseguito almeno un giro con la gomma da bagnato, ma solamente sette piloti sono rientrati nella classifica dei tempi finali delle Prove Libere 3.

Con il miglior crono ha chiuso Felipe Massa, il brasiliano a bordo della Williams ha preceduto il compagno di scuderia Lance Stroll e Nico Hulkenberg su Renault. Con il quarto tempo ha chiuso Carlos Sainz su Toro Rosso, davanti all’altra Renault di Jolyon Palmer. Sesto crono per la Sauber di Marcus Ericsson, il quale ha preceduto l’altra Toro Rosso di Daniil Kvyat.

Di seguito la classifica incompleta che include i tempi dei sette piloti scesi in pista nelle Prove Libere 3 del GP d’Italia di F1:

1 Felipe Massa Williams/Mercedes 1m40.660s – 4
2 Lance Stroll Williams/Mercedes 1m40.888s 0.228s 4
3 Nico Hulkenberg Renault 1m41.491s 0.831s 4
4 Carlos Sainz Toro Rosso/Renault 1m41.515s 0.855s 5
5 Jolyon Palmer Renault 1m44.369s 3.709s 4
6 Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 1m44.701s 4.041s 3
7 Daniil Kvyat Toro Rosso/Renault 1m45.033s 4.373s 4
8 Daniel Ricciardo Red Bull/Renault – – 1
9 Max Verstappen Red Bull/Renault – – 1
10 Sebastian Vettel Ferrari – – 3
11 Kimi Raikkonen Ferrari – – 4
12 Fernando Alonso McLaren/Honda – – 2
13 Stoffel Vandoorne McLaren/Honda – – 4
14 Romain Grosjean Haas/Ferrari – – 1
15 Kevin Magnussen Haas/Ferrari – – 1
16 Esteban Ocon Force India/Mercedes – – 2
17 Pascal Wehrlein Sauber/Ferrari – – 2
18 Valtteri Bottas Mercedes – – 1
19 Sergio Perez Force India/Mercedes – – 1
20 Lewis Hamilton Mercedes – – 1

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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