F1, Gran Premio d’Italia 2017: Prove Libere 2: Mercedes al comando, Ferrari seguono

Nel primo pomeriggio sul bellissimo circuito di Monza si è conclusa anche la seconda sessione di prove libere valide per il Gran Premio d’Italia 2017, scenario del 13esimo appuntamento stagionale del campionato mondiale di Formula 1.

La prima sessione di libere ha visto al comando Lewis Hamilton, seguito dal compagno di scuderia (Mercedes) Valtteri Bottas e dalle Ferrari di Vettel e Raikkonen. Le FP2, invece, hanno visto il finlandese della Freccia d’Argento portarsi al comando precedendo il team-mate Hamilton e le due Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen.

Con il quinto e sesto tempo chiudono le due Red Bull rispettivamente con Max Verstappen e Daniel Ricciardo, il quale ha preceduto le due McLaren di Stoffel Vandoorne e Fernando Alonso. Con il nono e decimo tempo completano la Top Ten delle Prove Libere 2: la Force India di Esteban Ocon e la Williams di Felipe Massa.

Di seguito la classifica che include i tempi relativi alle Prove Libere 2 del Gran Premio d’Italia di F1:

1 Valtteri Bottas Mercedes 1m21.406s 25
2 Lewis Hamilton Mercedes 1m21.462s 0.056s 24
3 Sebastian Vettel Ferrari 1m21.546s 0.140s 33
4 Kimi Raikkonen Ferrari 1m21.804s 0.398s 34
5 Max Verstappen Red Bull/Renault 1m22.409s 1.003s 34
6 Daniel Ricciardo Red Bull/Renault 1m22.752s 1.346s 22
7 Stoffel Vandoorne McLaren/Honda 1m22.947s 1.541s 31
8 Fernando Alonso McLaren/Honda 1m22.968s 1.562s 31
9 Esteban Ocon Force India/Mercedes 1m22.977s 1.571s 43
10 Felipe Massa Williams/Mercedes 1m22.985s 1.579s 42
11 Carlos Sainz Toro Rosso/Renault 1m23.150s 1.744s 21
12 Nico Hulkenberg Renault 1m23.272s 1.866s 14
13 Jolyon Palmer Renault 1m23.317s 1.911s 34
14 Sergio Perez Force India/Mercedes 1m23.352s 1.946s 43
15 Lance Stroll Williams/Mercedes 1m23.403s 1.997s 36
16 Romain Grosjean Haas/Ferrari 1m23.567s 2.161s 31
17 Kevin Magnussen Haas/Ferrari 1m23.650s 2.244s 20
18 Daniil Kvyat Toro Rosso/Renault 1m24.253s 2.847s 28
19 Marcus Ericsson Sauber/Ferrari 1m24.894s 3.488s 39
20 Pascal Wehrlein Sauber/Ferrari 1m25.295s 3.889s 25
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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