TCR International: Roberto Colciago non correrà in Thailandia

Il campione in carica del TCR Italia, che attualmente gareggia nella TCR International Series, Roberto Colciago, non parteciperà all’ottavo round della serie TCR International di questo fine settimana. La mancata partecipazione si deve ad una costola che si è rotta in un incidente di gara, accaduto ad Oschersleben otto settimane fa, e non è ancora guarita. Il pilota italiano è terzo nella classifica del campionato piloti e ha già vinto tre corse in questa stagione, alla guida della sua Honda Civic TCR della squadra ungherese M1RA ed è tra i favorito per la vittoria del titolo. L’italiano è stato coinvolto in un grande incidente alla partenza della seconda gara in Germania, che ha coinvolto molti piloti, dove si è scontrato con James Nash e Jean-Karl Vernay.

“Purtroppo, a causa delle ferite riportate durante l’evento TCR International ad Oschersleben, Roberto Colciago non parteciperà al weekend di Buriram”, ha detto il suo team in una dichiarazione. “Roberto, che è terzo nel campionato piloti, si è rotto una costola nell’incidente di gara 2 in Germania nel mese di luglio.”

“Un esame medico ha inaspettatamente rivelato che non è ancora completamente guarito, anche se Roberto ora si senta molto meglio rispetto alle ultime settimane. Nonostante tutto ci sarebbe piaciuto avere Roberto ad aiutare il team M1RA durante questo weekend di gara, ma non vogliamo rischiare la salute di uno dei nostri piloti e rispettiamo pienamente la decisione di non correre. Auguriamo a Roberto una veloce guarigione, sperando che ritorni in tempo per il round di Zhejiang in ottobre. Nel frattempo stiamo lavorando sodo per trovare una soluzione veloce a questa situazione sfortunata“.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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