Jaguar XE SV Project 8: 600 cavalli per impaurire le tedesche

La XE SV Project 8, creata dalla Jaguar Land Rover Special Operations Vehicle, è un tentativo di destabilizzare l’establishment tedesco nella categoria.

 

La XE SV Project 8 monta un motore V8 sovralimentato da 5 litri che produce 600 cavalli. Il motore è collegato ad una trasmissione Quickshift ad otto rapporti che consente alla “super-berlina” di toccare i 100 chilometri orari da fermo in 3,3 secondi e di raggiungere la ragguardevole velocità massima di 321 km/h. All’esterno la vettura si fa riconoscere per il design più aggressivo e aerodinamico. Anteriormente troviamo un paraurti in fibra di carbonio, che ha delle prese d’aria laterali dalla trama a nido d’ape, cofano in fibra di carbonio e splitter regolabile. Il team Jaguar SVO ha inoltre installato un fondo piatto e un paraurti posteriore in fibra di carbonio con diffusore. Altri punti di forza includono cerchi in alluminio forgiato da 20 pollici e un’ala posteriore regolabile.

Sottopelle gli ingegneri hanno installato delle sospensioni completamente rinnovate con molle più rigide e regolabili manualmente, che possono abbassare l’altezza della vettura di 15 mm per l’uso su pista. Inoltre, la vettura è dotata di un differenziale elettronico attivo, freni carboceramici e trazione integrale. L’interno è stato trasformato in quello di una supercar. Troviamo, infatti, un volante sportivo rivestito in Alcantara e finiture in fibra di carbonio lucido. Il modello standard è dotato di un interno a quattro posti, con sedili anteriori sportivi, ma il pacchetto opzionale a due posti include sedili anteriori in fibra di carbonio con cinture a quattro punti e una roll cage al posto del divanetto posteriore. È stata presentata ufficialmente al Festival of Speed di Goodwood, che si tiene questa settimana. La produzione sarà limitata a 300 unità e tutte saranno dotate della guida a sinistra. Il prezzo sarà da vera supercar, infatti nel Regno Unito il listino partirà da 149.995 sterline, cioè circa 170.000 Euro.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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