F1, Gran Premio del Belgio 2017: vittoria di Hamilton davanti a Vettel e Ricciardo

Si è da poco concluso sul circuito di Spa-Francorchamps il Gran Premio del Belgio 2017, dodicesima tappa del campionato mondiale di Formula 1. A conquistare una strepitosa vittoria è stato Lewis Hamilton, il pilota della Mercedes ha tagliato il traguardo per primo davanti ad un ottimo Sebastian Vettel su Ferrari e Daniel Ricciardo su Red Bull.

ORDINE DI ARRIVO

Al quarto posto chiude l’altra Ferrari di Kimi Raikkonen, penalizzato di 10 secondi da uno stop an go ai box per non aver ‘alzato il piede’ in merito alle bandiere gialle. Il finlandese, che ha da poco rinnovato il contratto con la scuderia di Maranello anche per la prossima stagione 2018, ha preceduto l’altra Mercedes del connazionale Valtteri Bottas.

Nico Hulkenberg, pilota della Renault, taglia il traguardo con un buon sesto posto, seguito dalla Haas di Romain Grosjean. Con l’ottavo posto chiude la Williams di Felipe Massa, il brasiliano ha preceduto la Force India di Esteban Ocon e la Toro Rosso di Carlos Sainz Junior, che completa la Top Ten d’arrivo.

PILOTI RITIRATI

Questi i piloti che si sono ritirati dal Gran Premio del Belgio 2017: Sergio Perez su Force India, Fernando Alonso su McLaren, Max Verstappen su Red Bull e Pascal Wehrlein su Sauber.

Di seguito la classifica che include l’ordine di arrivo e i tempi relativi al Gran Premio di Spa 2017 di Formula 1:

1 44 Lewis Hamilton Mercedes 1:24’42″820
2 05 Sebastian Vettel Ferrari + 2″358
3 03 Daniel Ricciardo Red Bull + 10″791
4 07 Kimi Raikkonen Ferrari + 14″471
5 77 Valtteri Bottas Mercedes + 16″456
6 27 Nico Hulkenberg Renault + 28″087
7 08 Romain Grosjean Haas + 31″553
8 19 Felipe Massa Williams + 36″649
9 31 Esteban Ocon Force India + 38″154
10 55 Carlos Sainz Toro Rosso + 39″447
11 18 Lance Stroll Williams + 48″999
12 26 Daniil Kvyat Toro Rosso + 49″940
13 30 Jolyon Palmer Renault + 53″239
14 2 Stoffel Vandoorne McLaren + 57″078
15 20 Kevin Magnussen Haas + 67″262
16 09 Marcus Ericsson Sauber + 69″711
17 11 Sergio Perez Force India Ritirato
18 14 Fernando Alonso McLaren Ritirato
19 33 Max Verstappen Red Bull Ritirato
20 94 Pascal Wehrlein Sauber Ritirato
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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