MotoGP, GP Gran Bretagna 2017: Qualifiche: pole di Marquez, Rossi in prima fila

Si sono da poco concluse sul circuito di Silverstone le qualifiche valide per il Gran Premio di Gran Bretagna 2017, dodicesima tappa del campionato mondiale di MotoGP che andrà in scena domenica 27 agosto. A conquistare una straordinaria pole position è stato Marc Marquez, il pilota della Repsol Honda ferma il cronometro su 1’59”941 e si piazza in prima fila davanti ad un incredibile Valentino Rossi su Yamaha M1 e al beniamino di casa Cal Crutchlow. Marquez, leader del Motomondiale, ha centrato la 71esima pole position in carriera.

PIAZZAMENTO GRIGLIA DI PARTENZA

Dalla seconda fila partiranno: Maverick Vinales, il quale ha preceduto la coppia dei piloti Ducati ufficiale composta da Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, vincitore dello scorso Gran Premio d’Austria.

Dalla terza fila della griglia di partenza ci saranno: Dani Pedrosa, Johann Zarco e Aleix Espargarò. Il rookie della Yamaha Tech 3, Jonas Folger, completa la Top Ten delle qualifiche di Silverstone.

Non soddisfacenti le qualifiche dei due italiani Andrea Iannone, su Suzuki, e Danilo Petrucci, su Ducati Pramac, i quali partiranno rispettivamente in 15esima e 18esima posizione.

Di seguito la classifica completa che include la griglia di partenza e i tempi relativi alle Qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna 2017 di MotoGP:

1 93 Marc Marquez Honda Repsol Honda Team 1:59.941
2 46 Valentino Rossi Yamaha Movistar Yamaha Motogp 2:00.025 0.084
3 35 Cal Crutchlow Honda Lcr Honda 2:00.106 0.165
4 25 Maverick Vinales Yamaha Movistar Yamaha Motogp 2:00.341 0.400
5 99 Jorge Lorenzo Ducati Ducati Team 2:00.399 0.458
6 4 Andrea Dovizioso Ducati Ducati Team 2:00.572 0.631
7 26 Dani Pedrosa Honda Repsol Honda Team 2:00.578 0.637
8 5 Johann Zarco Yamaha Monster Yamaha Tech 3 2:00.622 0.681
9 41 Aleix Espargaro Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 2:00.764 0.823
10 94 Jonas Folger Yamaha Monster Yamaha Tech 3 2:00.829 0.888
11 44 Pol Espargaro Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 2:01.378 1.437
12 45 Scott Redding Ducati Octo Pramac Racing 2:01.994 2.053
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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