MotoGP Silverstone 2017: Prove Libere 1: Maverick Vinales subito al comando

Questa mattina sul circuito di Silverstone si è conclusa la prima sessione di prove libere, valide per il Gran Premio di Gran Bretagna 2017 che si disputerà domenica 27 agosto. A segnare il miglior tempo è stato Maverick Vinales, lo spagnolo che nel finale di sessione ha girato sulla Yamaha M1 con le gomme nuove, ha fermato il cronometro su 2’02”130, chiudendo davanti al connazionale Jorge Lorenzo su Ducati ufficiale di oltre mezzo secondo.

ORDINE DI PIAZZAMENTO

Con il terzo crono chiude il beniamino di casa Cal Crutchlow che, in sella alla Honda Lcr, ha preceduto Marc Marquez su Repsol Honda e Valentino Rossi su Yamaha M1. Il pesarese, diversamente dal team-mate Vinales, ha girato per tutta la sessione con le gomme usate.

Sesto tempo per la Ducati del team Aspar di Alvaro Bautista, che ha chiuso davanti ad un ottimo Johann Zarco su Yamaha Tech 3 ed Aleix Espargarò su Aprilia. Con il nono e decimo crono completano la Top Ten delle Prove Libere 1: Scott Redding su Ducati Octo Pramac Racing e Andrea Dovizioso (vincitore dello scorso GP di Austria) su Ducati ufficiale.

Con il 14esimo tempo chiude Dani Pedrosa su Repsol Honda, mentre con il 18esimo crono chiude Andrea Iannone su Suzuki.

Di seguito la classifica completa che include l’ordine di arrivo e i tempi relativi alle Prove Libere 1 valide per il Gran Premio di Gran Bretagna 2017 di MotoGP:

1 25 Maverick Vinales Yamaha Movistar Yamaha Motogp 2:02.130
2 99 Jorge Lorenzo Ducati Ducati Team 2:02.649 0.519
3 35 Cal Crutchlow Honda Lcr Honda 2:02.769 0.639
4 93 Marc Marquez Honda Repsol Honda Team 2:02.857 0.727
5 46 Valentino Rossi Yamaha Movistar Yamaha Motogp 2:02.995 0.865
6 19 Alvaro Bautista Ducati Pull&bear Aspar Team 2:03.025 0.895
7 5 Johann Zarco Yamaha Monster Yamaha Tech 3 2:03.044 0.914
8 41 Aleix Espargaro Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 2:03.284 1.154
9 45 Scott Redding Ducati Octo Pramac Racing 2:03.336 1.206
10 4 Andrea Dovizioso Ducati Ducati Team 2:03.337 1.207
11 43 Jack Miller Honda Eg 0,0 Marc Vds 2:03.396 1.266
12 42 Alex Rins Suzuki Team Suzuki Ecstar 2:03.494 1.364
13 44 Pol Espargaro Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 2:03.624 1.494
14 26 Dani Pedrosa Honda Repsol Honda Team 2:03.670 1.540
15 76 Loris Baz Ducati Reale Avintia Racing 2:03.763 1.633
16 94 Jonas Folger Yamaha Monster Yamaha Tech 3 2:03.939 1.809
17 17 Karel Abraham Ducati Pull&bear Aspar Team 2:04.102 1.972
18 29 Andrea Iannone Suzuki Team Suzuki Ecstar 2:04.131 2.001
19 9 Danilo Petrucci Ducati Octo Pramac Racing 2:04.162 2.032
20 53 Tito Rabat Honda Eg 0,0 Marc Vds 2:04.378 2.248
21 38 Bradley Smith Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 2:04.414 2.284
22 8 Hector Barbera Ducati Reale Avintia Racing 2:04.725 2.595
23 22 Sam Lowes Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 2:05.069 2.939
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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