F1, GP Belgio 2017: Prove Libere 1: Kimi Raikkonen inizia alla grande

Questa mattina sul circuito di Spa-Francorchamps, nel cuore delle Ardenne, si è conclusa la prima sessione di prove libere valide per il Gran Premio del Belgio 2017, che andrà in scena domenica 27 agosto. A rendersi subito protagonista segnando il miglior tempo è stato Kimi Raikkonen, il finlandese della Ferrari ha fermato il cronometro su 1’45”502, ottenuto su mescola ultrasoft, e chiuso davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton e al compagno di scuderia Sebastian Vettel.

ORDINE DI PIAZZAMENTO

Con il quarto e quinto crono chiudono le due Red Bull rispettivamente con Max Verstappen e Daniel Ricciardo. Con il sesto tempo chiude l’altra Mercedes di Valtteri Bottas, il finlandese ha preceduto la Toro Rosso di Carlos Sainz e la Force India di Esteban Ocon. Con il nono e decimo tempo completano la Top Ten delle Prove Libere 1: l’altra Toro Rosso di Daniil Kvyat e la McLaren-Honda di Stoffel Vandoorne.

Fernando Alonso, a bordo della McLaren, ha chiuso con il 13esimo crono, mentre Felipe Massa, pilota della Williams, non ha crono in quanto è finito contro le barriere ad inizio sessione, provocando la sola ed unica bandiera rossa della mattinata.

Di seguito la classifica completa che include l’ordine di arrivo e i tempi relativi alle Prove Libere 1 valide per il Gran Premio del Belgio 2017 di Formula 1:

1 Kimi Raikkonen Scuderia Ferrari Ferrari 1m45.502s 13
2 Lewis Hamilton Mercedes AMG Petronas F1 Team Mercedes 1m45.555s 0.053s 19
3 Sebastian Vettel Scuderia Ferrari Ferrari 1m45.647s 0.145s 13
4 Max Verstappen Red Bull Racing Red Bull/Renault 1m46.302s 0.800s 18
5 Daniel Ricciardo Red Bull Racing Red Bull/Renault 1m46.352s 0.850s 22
6 Valtteri Bottas Mercedes AMG Petronas F1 Team Mercedes 1m46.424s 0.922s 20
7 Carlos Sainz Scuderia Toro Rosso Toro Rosso/Renault 1m47.446s 1.944s 22
8 Esteban Ocon Sahara Force India F1 Team Force India/Mercedes 1m47.670s 2.168s 27
9 Daniil Kvyat Scuderia Toro Rosso Toro Rosso/Renault 1m47.851s 2.349s 20
10 Stoffel Vandoorne McLaren Honda McLaren/Honda 1m47.865s 2.363s 18
11 Jolyon Palmer Renault Sport F1 Team Renault 1m47.930s 2.428s 14
12 Nico Hulkenberg Renault Sport F1 Team Renault 1m48.037s 2.535s 15
13 Fernando Alonso McLaren Honda McLaren/Honda 1m48.252s 2.750s 18
14 Sergio Perez Sahara Force India F1 Team Force India/Mercedes 1m48.452s 2.950s 19
15 Lance Stroll Williams Martini Racing Williams/Mercedes 1m48.541s 3.039s 24
16 Kevin Magnussen Haas F1 Team Haas/Ferrari 1m48.615s 3.113s 20
17 Romain Grosjean Haas F1 Team Haas/Ferrari 1m48.626s 3.124s 20
18 Marcus Ericsson Sauber F1 Team Sauber/Ferrari 1m50.160s 4.658s 21
19 Pascal Wehrlein Sauber F1 Team Sauber/Ferrari 1m51.263s 5.761s 13
20 Felipe Massa Williams Martini Racing Williams/Mercedes 3
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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