MotoGP 2017: le parole di Valentino Rossi in vista del GP di Silverstone

Manca davvero poco al tanto atteso Gran Premio di Gran Bretagna 2017, scenario del 12esimo appuntamento del campionato mondiale di MotoGP, che andrà in scena sul bellissimo e storico circuito di Silverstone. Staff tecnico e piloti sono tutti pronti per affrontare questa importantissima. Tra i tanti campioni c’è Valentino Rossi pilota della Yamaha M1, pronto a far bene dopo il settimo posto ottenuto allo scorso GP d’Austria.

PAROLE DI VALENTINO ROSSI

Il campione di Tavullia proviene da un amaro settimo posto ottenuto al Red Bull Ring, in Austria, dove ha trionfato il connazionale Andrea Dovizioso autore di una straordinaria gara in lotta con il leader del Motomondiale, Marc Marquez. Valentino Rossi vuole voltare pagina e fare bene al prossimo GP di Silverstone, dove l’obiettivo sarà il podio.

Il nove volte campione del mondo qualche giorno fa è stato impegnato in una giornata di test ufficiali che si sono svolti a Misano insieme al team-mate Maverick Vinales e ai piloti della Repsol Honda, Marc Marquez e Dani Pedrosa. Il ‘Dottore’ si ritiene soddisfatto del test cui risultato è stato positivo. Il pesarese spera di aver trovato il giusto approccio e direzione durante i test.

Valentino Rossi, attualmente al quarto posto in classifica generale piloti con 33 punti di svantaggio da Marquez, sul circuito di Gran Bretagna è riuscito a vincere solo nel 2015 ed è salito sul podio in altre due occasioni, nel 2014 e nel 2016 entrambe chiuse al terzo posto. Il numero 46 in occasione del GP di Silverstone raggiungerà quota 300 gran premi in Top Class, dunque sarà una giornata molto speciale per lui, per il ‘popolo giallo’ e per tutta la classe regina.

Vediamo insieme le dichiarazioni rilasciate da Valentino in vista della 12esima tappa di MotoGP:

Andiamo a Silverstone dopo una giornata di prove a Misano e voglio tornare subito in pista per scoprire se siamo riusciti a trovare soluzioni positive per migliorare la nostra moto. Silverstone è una pista molto divertente e bella, ma anche molto esigente. Questo tracciato è molto lungo e ci sono tanti cambi di direzione ad alta velocità. È importante trovare un perfetto set up della moto, in frenata e nelle curve veloci. E’ una pista davvero bella per me e per il mio stile di guida. Voglio fare un buon fine settimana e lottare per il podio.”

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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