MotoGP: le parole di Marc Marquez in vista del GP di Silverstone

Mancano pochi giorni all’attesissimo Gran Premio di Gran Bretagna 2017, dodicesimo appuntamento del campionato mondiale di MotoGP, che si disputerà sul bellissimo e storico circuito di Silverstone. Staff tecnico e piloti sono tutti pronti per scendere in pista, dopo una settimana di pausa, e riprendere la corsa al titolo mondiale. Tra questi c’è Marc Marquez, leader del Motomondiale e pilota della Repsol Honda.

PAROLA A MARC MARQUEZ

Il campione di Cervera proviene da un amaro secondo posto ottenuto al Red Bull Ring (in Austria) dove, dopo una bellissima battaglia e un fortuito attacco all’ultima curva, ha visto trionfare un ottimo Andrea Dovizioso su Ducati ufficiale. Marquez vuole voltare pagina e rimboccarsi le maniche per Silverstone con il solo obiettivo di portarsi a casa la vittoria.

Marc Marquez qualche giorno fa è stato impegnato in una giornata di test a Misano insieme al team-mate Dani Pedrosa e ai due piloti della Yamaha, Valentino Rossi e Maverick Vinales. Il test ufficiale è andato a buon fine ed è risultato positivo. Lo spagnolo ha lavorato per una miglior messa a punto della sua RC213V.

In Gran Bretagna Marquez ha ottenuto due vittorie, di cui una in 125cc nel 2010 e una in MotoGP nel 2014. A Silverstone è salito anche 2 volte sul podio e conquistato 5 pole position. Vediamo insieme le dichiarazioni di Marc in vista della 12esima tappa del Motomondiale:

Passo dopo passo, siamo stati in grado di trovare una buona base per la nostra moto e questo è molto positivo, uno dei miei obiettivi è quello di essere sempre lì davanti ed essere molto costante in tutte le piste e in tutte le condizioni. Naturalmente cercheremo di esserlo anche a Silverstone, un circuito che mi piace, anche se sappiamo che sarà un circuito impegnativo, visto come sono forti i nostri avversari. L’anno scorso abbiamo fatto un buon lavoro durante il fine settimana e solo il giorno della gara probabilmente non abbiamo fatto la scelta perfetta con la gomma anteriore. Quest’anno cercheremo di fare di tutto per essere in grado di lottare per il podio.”

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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