Fiat Argo EU Spec: Render del modello con specifiche per il mercato europeo

A maggio è stata presentata la Fiat Argo, nuova nata della casa italiana nel segmento B. Un modello cruciale per la Fiat nei Paesi latini, subito dopo aver presentato la Mobi, un altro modello dalla forte personalità e con il gravoso compito di mantenere la leadership della casa torinese nel Paese carioca.
Queste due nuove piccole hanno finalmente delineato ciò che la Fiat nell’ultimo decennio aveva un pò smarrito: il family feeling.
Infatti, dividendo la gamma in rational ed emotional (500, 124 spider) cominciamo a percepire dei tratti comuni nelle linee dei vari modelli del gruppo, la Tipo, la Mobi e la Argo hanno decisamente una forte parentela visiva. Questo ci riporta indietro nel recente passato della casa torinese quando alla fine degli anni 80 l’intera gamma aveva una decisa riconoscibilità nonostante i tratti semplici. All’epoca si stava maturando un cambio di stile che portava dal family feeling della Uno, Regata, Croma a quello introdotto dalla nuova nata Tipo del ’88.


La prima a seguire questo corso fu proprio la Uno che con minuzioso lavoro aggiornò il suo aspetto avvicinandosi al nuovo corso stilistico a tal punto da essere soprannominata “Tipino”.
Ed allora in molti, lo scorso mese, con la presentazione della Argo, hanno fatto rapidamente questo collegamento storico auspicando l’importazione del modello carioca anche qui in Europa come sostituta della ormai datata Punto e come sorella minore della nuova Tipo. La nuova Argo infatti presenta molti tratti comuni con la sorella maggiore.

Certo è che è stata pensata per il Brasile e non per l’Europa e questo è un dettaglio non trascurabile, i gusti cambiano varcando l’oceano, le aspettative e le esigenze sono differenti, alcuni dettagli nel vecchio continente vengono percepiti “barocchi” mentre in Brasile sono di gran moda.
Abbiamo provato allora ad immaginare la Argo in versione Eu spec. ovvero con tutte quelle specifiche che potrebbero farla diventare un modello appetibile ed al passo anche in Europa.
Scendendo nel dettaglio troviamo nel frontale gruppi ottici con trasparenti crystal anziché arancio, una modanatura cromata alla base della calandra, paraurti anteriore ridisegnato con linee più spigolose e fendinebbia posti alle estremità.
Il cambiamento più grosso lo troviamo nella fiancata dove le porte vengono sostituite con altre dalla cornice a giorno a filo carrozzeria ed una modanatura cromata alla base dei vetri.
Nel posteriore spariscono i catadiottri a boomerang lasciando spazio ad un tipo decisamente più tradizionale, l’intero paraurti cambia nel design dall’aspetto più bombato. Sul portellone troviamo il logo Fiat classico che sostituisce la scritta FIAT utilizzata nei lati B della produzione torinese in Brasile.
Anche i gruppi ottici posteriori subiscono un trattamento di superficie che li rende più bruniti.
Viene rivisto l’assetto e l’altezza da terra, adeguandola alle strade europee che consentono un baricentro più basso ed una rigidità maggiore ed anche dei cerchi dal diametro maggiorato.
Per ultimo la gamma colori, che comprende tonalità più eleganti e meno vivaci rispetto alla Argo d’oltreoceano.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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