Formula 1: in mostra a Colonia tutte le auto di Michael Schumacher, ecco quando

Malgrado Michael Schumacher, ex campione di Formula 1, stesse ancora lottando tra la vita e la morte dopo il tragico incidente accaduto sulle nevi di Meribel nel dicembre del 2013, la leggenda tedesca continua a far parlare di sé nel mondo.

Molti tifosi ed appassionati ai quali Michael Schumacher ha riempito il cuore, potranno assistere ad un bellissimo evento in programma già da un po’ di tempo ed organizzato grazie al contributo della fondazione #KeepFighting.

Quando e dove si terrà l’evento

Si tratta di una vera e propria mostra che si terrà da aprile 2018 presso un hanger allestito di proposito all’interno dell’aerea espositiva del Motorworld Koln di Colonia (ex aeroporto militare della cittadina tedesca). A tale evento saranno esposte tutte le auto da competizione guidate dal sette volte campione del mondo, Michael Schumacher.

Sarà dunque possibile dare un’occhiata da vicino di tutte le vetture guidate dal campione tedesco, come ad esempio la Jordan 191 che Schumi guidò per la prima volta in Formula 1 in occasione del Gran Premio del Belgio del 1991. Altre monoposto come la Benetton B194, che divenne la sua prima vettura nel mondiale del 1994. Senza tralasciare tutte le sue Ferrari, grazie alle quali riportò in gloria il Cavallino Rampante.

Verrà esposto anche il suo primo kart che guidava all’età di 4 anni e la sua ultima monoposto utilizzata nel 2012, ossia la Mercedes W03. Alla mostra ci saranno anche tutti i cimeli, le sue tute, i caschi e le coppe vinte negli ultimi fantastici anni da pilota leggendario.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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