Formula 1, Fernando Alonso: quale sarà il suo futuro e dove correrà nel 2018

Tutti gli amanti ed appassionati di Formula 1 si staranno chiedendo dove correrà Fernando Alonso nel 2018. Purtroppo, come ben sappiamo, la McLaren resta un auto non molto rassicurante e poco competitiva per il campione spagnolo. La vettura, quest’anno, ha difatti riscontrato più volte problemi al motore Honda. Si tratta di un propulsore di basso calibro rispetto alla concorrenza e in più occasioni ha “abbandonato” i suoi piloti.

In una recente intervista rilasciata alla ‘CNN’, Fernando Alonso ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al suo futuro. Queste le sue parole:

“Naturalmente la Formula 1 resta la mia priorità, è la mia vita e spero di vincere un altro mondiale. Se non vedo alcun progetto che mi possa permettere di lottare per la vittoria allora guarderò anche oltre la Formula 1. A novembre-dicembre prenderò una decisione”.

Fernando Alonso sogna il triplete

Nel futuro del pilota spagnolo rientra anche il sogno di vincere la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans, così da poter raggiungere il triplete che ogni pilota del motorsport desidera. Fernando Alonso ha difatti dichiarato che quando è stato ad Indianapolis ha avuto più volte la sensazione di poter lottare per la vittoria e lo spagnolo ritiene di esser stato molto speciale. Si tratta di un fantastico campionato, dove tutti i piloti sono visti dal pubblico come degli eroi.

Insomma il futuro di Alonso sembrerebbe sempre più lontano dal mondo della Formula 1. Per la stagione 2018 i top team tra cui Ferrari, Mercedes e Red Bull, sono già al completo, dunque non ci sarebbe posto per lo spagnolo. L’ex Ferrari spera in un cambiamento della McLaren, che gli assicuri garanzia e competitività.

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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