Superbike: Marco Melandri sarà un pilota Ducati anche nel 2018

E’ ufficiale, Marco Melandri sarà un pilota Ducati anche nella prossima stagione del campionato mondiale di Superbike. Il pilota 35enne di Ravenna l’anno prossimo affiancherà Chaz Davies, già confermato.

Ad oggi Melandri ha disputato otto gran premi in questa prima parte di stagione Superbike, durante i quali, è riuscito a conquistare sette podi, compresa la bellissima vittoria di Misano davanti al pubblico di casa. Il rinnovo in Ducati è giunto proprio qualche giorno prima dalla gara del Lausitzring, con i piloti che fanno il loro ritorno in pista dopo un lungo riposo.

Marco Melandri ha rilasciato alcune dichiarazioni relative al suo fresco rinnovo in Ducati. Queste a seguire sono le sue parole:

“Sono davvero molto contento di poter dare continuità a questo progetto, perché ha rappresentato una nuova partenza nella mia carriera di pilota. Insieme a Ducati ed Aruba.it abbiamo vissuto momenti davvero positivi, mentre in alcune occasioni ho patito la lunga assenza dal campionato, quindi restano sicuramente dei margini di miglioramento. A questo proposito, continuare con la stessa squadra e la stessa moto rappresenta la migliore opportunità per cogliere risultati ancora più prestigiosi”.

In vista della prossima stagione di Superbike il pilota italiano ha così commentato:

“Sono pronto ad affrontare una nuova stagione con più esperienza e consapevolezza nei miei mezzi, ed è una sfida che mi rende davvero felice. Prima però voglio chiudere al meglio il campionato in corso. Con cinque round da disputare, daremo sempre il massimo per poi tirare le somme alla fine.”

La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

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