MotoGP Austria 2017: FP3 e FP4, classifica e tempi al Red Bull Ring

 

Al Red Bull Ring si sono concluse la terza e quarta sessione di prove libere valide per il Gran Premio d’Austria 2017 e relative al campionato mondiale di MotoGP.

Nelle FP3 i piloti hanno girato su una pista asciutta e, coloro che erano fuori dalla Top Ten come Valentino Rossi, hanno potuto beneficiare della situazione. Il nove volte campione del mondo ha girato in sella ad una nuova carena Yamaha, omologata dopo un lungo confronto dei tecnici ieri sera.

A concludere la terza sessione di prove libere con il miglior tempo è stato l’attuale leader del mondiale, Marc Marquez, il quale in sella alla Repsol Honda ha fermato il cronometro su 1’23”459. Lo spagnolo ha preceduto la Yamaha Tech 3 del rookie Johann Zarco, che a sua volta, ha chiuso davanti ad un sorprendente Andrea Iannone in sella alla Suzuki.

Buon quarto crono per la Ducati Desmosedici di Jorge Lorenzo, che ha preceduto l’ex compagno di scuderia (Yamaha) Valentino Rossi. Il pesarese ha chiuso davanti al connazionale Andrea Dovizioso, al team-mate Maverick Vinales e a Loris Baz. Completano la Top Ten: Karel Abraham e Cal Crutchlow.

Da notare che tra i piloti che dovranno disputare le Q1 risultano anche Dani Pedrosa e Danilo Petrucci, i quali per poter accedere alle Q2, dovranno centrare le prime due posizioni nelle già citate Q1.

Marc Marquez si aggiudica anche la quarta ed ultima sessione di prove libere valide per il Gran Premio d’Austria. Il campione di Cervera ha fermato il cronometro su 1’24”180 davanti ai due connazionali Maverick Vinales e Dani Pedrosa, rispettivamente su Yamaha M1 e Repsol Honda.

Con il quarto tempo chiude il rookie Johann Zarco, che si è posizionato davanti agli italiani Andrea Iannone e Andrea Dovizioso rispettivamente su Suzuki e Ducati Desmosedici. Settimo crono per Valentino Rossi, il pesarese ha preceduto Scott Redding. Completano la Top Ten: Jonas Folger e Jorge Lorenzo.

Di seguito la classifica ed i tempi ottenuti al termine delle FP3 e delle FP4 del GP d’Austria 2017:

1 93 Marc Marquez Honda Repsol Honda Team 1:23.459
2 5 Johann Zarco Yamaha Monster Yamaha Tech 3 1:23.882 0.423
3 29 Andrea Iannone Suzuki Team Suzuki Ecstar 1:23.943 0.484
4 99 Jorge Lorenzo Ducati Ducati Team 1:23.968 0.509
5 46 Valentino Rossi Yamaha Movistar Yamaha Motogp 1:23.995 0.536
6 25 Maverick Vinales Yamaha Movistar Yamaha Motogp 1:24.049 0.590
7 76 Loris Baz Ducati Reale Avintia Racing 1:24.097 0.638
8 17 Karel Abraham Ducati Pull&bear Aspar Team 1:24.109 0.650
9 35 Cal Crutchlow Honda Lcr Honda 1:24.182 0.723
10 45 Scott Redding Ducati Octo Pramac Racing 1:24.190 0.731
11 9 Danilo Petrucci Ducati Octo Pramac Racing 1:24.196 0.737
12 94 Jonas Folger Yamaha Monster Yamaha Tech 3 1:24.275 0.816
13 8 Hector Barbera Ducati Reale Avintia Racing 1:24.294 0.835
14 26 Dani Pedrosa Honda Repsol Honda Team 1:24.421 0.962
15 19 Alvaro Bautista Ducati Pull&bear Aspar Team 1:24.427 0.968
16 4 Andrea Dovizioso Ducati Ducati Team 1:24.454 0.995
17 36 Mika Kallio Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 1:24.630 1.171
18 41 Aleix Espargaro Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 1:24.642 1.183
19 44 Pol Espargaro Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 1:24.660 1.201
20 42 Alex Rins Suzuki Team Suzuki Ecstar 1:24.709 1.250
21 43 Jack Miller Honda Eg 0,0 Marc Vds 1:24.744 1.285
22 53 Tito Rabat Honda Eg 0,0 Marc Vds 1:24.887 1.428
23 22 Sam Lowes Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 1:25.033 1.574
24 38 Bradley Smith Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 1:25.515 2.056

 

 

1 93 Marc Marquez Honda Repsol Honda Team 1:24.180
2 25 Maverick Vinales Yamaha Movistar Yamaha Motogp 1:24.347 0.167
3 26 Dani Pedrosa Honda Repsol Honda Team 1:24.400 0.220
4 5 Johann Zarco Yamaha Monster Yamaha Tech 3 1:24.434 0.254
5 29 Andrea Iannone Suzuki Team Suzuki Ecstar 1:24.525 0.345
6 4 Andrea Dovizioso Ducati Ducati Team 1:24.607 0.427
7 46 Valentino Rossi Yamaha Movistar Yamaha Motogp 1:24.644 0.464
8 45 Scott Redding Ducati Octo Pramac Racing 1:24.804 0.624
9 94 Jonas Folger Yamaha Monster Yamaha Tech 3 1:24.814 0.634
10 99 Jorge Lorenzo Ducati Ducati Team 1:24.839 0.659
11 44 Pol Espargaro Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 1:24.852 0.672
12 35 Cal Crutchlow Honda Lcr Honda 1:24.882 0.702
13 17 Karel Abraham Ducati Pull&bear Aspar Team 1:25.134 0.954
14 42 Alex Rins Suzuki Team Suzuki Ecstar 1:25.137 0.957
15 38 Bradley Smith Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 1:25.298 1.118
16 76 Loris Baz Ducati Reale Avintia Racing 1:25.368 1.188
17 19 Alvaro Bautista Ducati Pull&bear Aspar Team 1:25.425 1.245
18 8 Hector Barbera Ducati Reale Avintia Racing 1:25.436 1.256
19 41 Aleix Espargaro Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 1:25.443 1.263
20 9 Danilo Petrucci Ducati Octo Pramac Racing 1:25.483 1.303
21 53 Tito Rabat Honda Eg 0,0 Marc Vds 1:25.527 1.347
22 22 Sam Lowes Aprilia Aprilia Racing Team Gresini 1:25.693 1.513
23 36 Mika Kallio Ktm Red Bull Ktm Factory Racing 1:25.714 1.534
24 43 Jack Miller Honda Eg 0,0 Marc Vds 1:26.051 1.871
La Panda, almeno in Italia, resta uno dei pilastri della produzione della Fiat. La sua carriera cominciata nel lontano 1980 non ha conosciuto soste ne crisi, il nuovo modello del 2003 lo ha confermato e l’ultima ed attuale versione della fortunata utilitaria torinese ha continuato questo trend. Ancor di più con l’ultima versione ci si è allontanati dallo spirito con cui nacque la Panda, uno spirito spartano ma funzionale. Gli elementi di successo della Panda (oggi quasi un brand) difficilmente li ritroviamo nella versione attualmente a listino, questo perché le mode ed un pubblico sempre più attratto dalla concorrenza straniera non lo consento più. La Panda nasceva con l’obbiettivo della praticità, del basso costo di gestione e manutenzione, della grande abitabilità interna nonostante le dimensioni da cittadina. Ma si avvicina il momento del cambio generazionale e tutti si chiedono, come sarà la futura Panda? Un aggiornamento dell’attuale (come filosofia di modello)? Un modello di rottura? Un ritorno alle origini? Un prodotto più premium dell’attuale o più easy? Non è facile aggiornare un modello di tale importanza e ancor di più il timore di commettere un passo falso frenerebbe la fantasia di sperimentare soluzioni anticonformiste. Noi di Trazioneposteriore.net però non ci siamo fatti scoraggiare da queste premesse e ci siamo azzardati di pensare ad una ipotetica Panda 2020. Intanto le dimensioni: non sarà necessariamente più grande dell’attuale modello in commercio, se non l’adeguamento alle varie normative di sicurezza, la Panda resterà una cittadina. La tecnologia: si vocifera di soluzioni a propulsione ibrida sia per la 500 che per la Panda quindi ipotizziamo che lo stile ne sia in qualche modo influenzato almeno per ciò che concerne la ricerca della migliore aerodinamica. il posizionamento di prodotto: questo è forse l’argomento più complicato, sarà percepita più premium o più easy? che prezzi avrà sul mercato (almeno le versioni base, le 4x4 sono storicamente più salate) Lo stile: Strettamente collegato al punto precedente lo stile sarà l’inevitabile conseguenza del posizionamento di prodotto che la Panda avrà. Elencati questi punti abbiamo iniziato a disegnare le linee del modello con dimensioni simili all’attuale, ovviamente con le 5 porte, un frontale compatto e privo di grosse feritoie per abbassare il livello del cx, un family feeling che si avvicina più alla gamma rational (Tipo), un assetto più alto dell’attuale che la renda un minisuv già nelle versioni d’accesso e che consenta di scavalcare agevolmente piccoli marciapiedi o affrontare strade di campagna. Per renderla più adatta alla vita cittadina abbiamo introdotto alcuni richiami alla progenitrice ma che svolgono una funzione ben precisa come i fascioni sottoporta ed i paraurti non in tinta, il tutto utile a conferirle l’aspetto di mini off road nonché a proteggerla dai piccoli urti da parcheggio, in ultimo legarla indissolubilmente alla tradizione Panda. Ogni elemento di questo modello ha uno scopo, una funzione, via le frivolezze, e quindi un portellone tutto vetro che agevoli la visibilità posteriore e che conceda una soglia di carico bassa e ampia, gruppi ottici posteriori sporgenti e alti per una migliore visibilità, così come le ampie finestrature laterali che mantengo il marchio di fabbrica Panda con la terza luce più bassa raccordata però in maniera sinuosa con il restante giroporta. La nostra futura Panda perde un pò quell’aria premium dell’attuale ma ne guadagna come immagine di piccola off road multiuso, un pò da maltrattare, a suo agio in ogni situazione … che poi altro non era che la filosofia con cui nacque la Panda.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *